Il viso sornione e sorridente. Ma, soprattutto, un albero dalle radici ben piantate in una Calabria dalla cultura arberesh. Carmine Abate, scrittore di Carfizi in provincia di Crotone, trionfa al Premio Campiello. L’ho conosciuto qualche anno fa, all’uscita del romanzo “Gli anni veloci”. “Diffidate dai libri che lanciano i messaggi. Il vero messaggio è quello che riuscite a cogliere voi stessi”. Con queste parole, in quell’occasione, aveva ammonito i giovani del liceo che erano arrivati, curiosi ad ascoltarlo, a scoprire i segreti della storia di Anna e Nicola, della special guest Rino Gaetano che a sorpresa figurava nella narrazione. “Rino appare all’improvviso – mi aveva confessato – non l’avevo programmato, ma il suo personaggio è emerso prepotentemente a raccontare la vita, l’affermazione con Sanremo, la sua morte all’apice del successo”. E poi venne la mia inchiesta proprio su Rino Gaetano, Carmine Abate era un testimone prezioso, quasi perfetto. E mi fu molto utile nella ricostruzione: ma il Rino Gaetano che lui descriveva era un personaggio assolutamente positivo e propositivo. Anche il libro vincitore a Venezia, “La collina del vento”, sempre edito da Mondadori, racconta della Calabria, della famiglia Arcuri, del mar Ionio che tutto guarda e tutto assorbe nel peregrinare delle onde. Una terra che lotta con tutte le sue forze per affermare i propri sogni.
Dal palco tirato a lucido del Teatro La Fenice, Abate ha ringraziato la moglie (tutto l’amore traspariva dalle parole che per lei aveva pronunciato durante una mia intervista) ed i due rampolli maschi. Ha vinto con 40 voti di scarto sulla seconda classificata Francesca Melandri (“Più alto del mare”, edito da Rizzoli), segno evidente della superiorità riconosciuta dai giurati.
Al di là della felicità per il trionfo al Campiello di uno scrittore (finalmente) calabrese, dopo cinquant’anni dall’inizio della manifestazione, Abate è riuscito a dare un colpo di spugna, almeno per qualche ora, a riportare in primo piano i paesaggi di una Calabria pulita e laboriosa, una terra capace di bene altro che assorbire, nella polvere, il sangue versato dai suoi abitanti.

Gabriella Lax

2 risposte a “Abate, trionfo di Calabria”

  1. Ecco un libro da inserire nella lista di quelli da comprare.

    Aggiungiamo che parla della nostra amata Calabria.

    Grazie per la puntuale informazione.

    Winter

    1. L’ho comprato oggi e spero presto di riuscire a recensirlo. Puntuale Winter, grazie.

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