Di loro non si può dire che siano personaggi in cerca d’autore. Sono star, a volte icone della musica, vere leggende, che si spogliano per qualche minuto dell’alone sacro che circonda le loro esistenze, invidiate dal mondo intero, per mostrarsi senza pelle, quasi alla mercé…
Ma dietro trucco, parrucco e lacrime, tra le linee delle note pallide e vomitate a volte, infuocate altre, si nascondono vite travagliate, fragilità coperte dal vetro, magari sottile come quello di una bottiglia di vino. Eppure, proprio forse perché maledette, le loro vite diventano una poetica dello spleen nelle parole che Francesco Villari utilizza nelle sue “Cartoline dall’Inferno”.
In scena al Club Cartoline Rock con il cuore e con l’anima c’erano attori non professionisti che si sono immersi nei racconti brevi della vite di Madonna (Egizia Scopelliti), Chet Baker (Giuseppe Calabrò), Rosa Balistrieri (Antonella Calvarano), Jeff Buckley (Dario Zema), Pattie Boyd (Sandra Cardilez), Luigi Tenco (Vincenzo Giordano), Tom Waits (Nuccio De Benedetto), Piero Ciampi (Giusva Branca), Janis Joplin (Ines Barbera), Christa Paffgen “Nico” (Sonia Caruso), Percy Taylor (Francesco Villari) con musiche del maestro Sergio Rindone, luci e foto di Marco Costantino.
Dove le voci prendono le forme del mito che agonizza, i sogni si bagnano della povertà, con cuntastorie, donne che alzano la testa controcorrente, per scorrere strade in salita nella scrittura selvaggia e impudente di Villari che non fa sconti, non c’è spazio per le lacrime mentre si parla di vita che fugge e della morte che aleggia. Insieme si mischiano negli angoli ritratti di quartieri degradati che hanno partorito angeli, artisti viventi e non, dalla fama evergreen. Vite che in fondo nella gloria hanno trovato un riscatto che li consegna impuri, ma fedeli, ai posteri (Foto Marco Costantino).





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